SPORT BAMBINI: GESTIRE l’INSICUREZZA
Numerosi atleti (e non!) affermano che lo sport sia una palestra di vita: con le sue regole e sfide, tempra e prepara alla vita di tutti i giorni.
Lo sport per i bambini ha dunque un valore maggiore dei “soli” divertimento e salute, che già di per sé rappresenterebbero un gran valore aggiunto, ma “è anche un potente strumento di educazione, in cui il bambino impara ad impegnarsi per i propri scopi, a rialzarsi dopo una sconfitta, a far emergere il proprio potenziale, a convivere con gli altri, a godere dei risultati” (Ambra Nagliati, Esperta in Psicologia dello Sport).
Abbiamo chiesto proprio ad Ambra Nagliati di spiegarci come lo sport possa aiutare a gestire l’insicurezza nei bambini.
Lo sport ha la capacità di migliorare anche altri ambiti della vita?
La pratica sportiva è un’esperienza che influenza molti ambiti della vita di un bambino (es. scuola, famiglia, ecc.). Infatti, imparare ad avere fiducia in se stessi in ambito sportivo predispone il giovane atleta ad averne anche nella vita di tutti i giorni.
Si può dunque affermare che lo sport può aiutare molto nello sviluppo della personale sicurezza, non solo nel preciso ambito sportivo ma anche al di fuori di questo.
Qual è lo sport più adatto per un bambino insicuro?
Oggi come oggi è difficile definire quale sport, più di altri, possa lavorare maggiormente sullo sviluppo della sicurezza personale. Io ritengo che ci siano diversi fattori che possono incidere sull’aumento di fiducia in se stessi:
- La presenza di un allenatore attento che si accorga della difficoltà del bambino e utilizzi lo sport (qualunque esso sia) come mezzo per poterlo aiutare a superare paure e insicurezze; questo semplicemente perché ogni sport ha le sue sfide e i suoi banchi di prova.
- Sicuramente ci sono alcuni sport che “a naso” potrebbero lavorare sull’insicurezza del bambino (es. se ha difficoltà a esprimere i propri sentimenti e a socializzare, si potrebbe proporre l’equitazione perché prendersi cura di un cavallo, che è un animale molto impegnativo, permette di riversare i propri sentimenti sull’animale, con cui generalmente instaura un profondo rapporto affettivo; oppure per un bambino timido e riservato si potrebbe proporre uno sport di squadra dove è proprio il gioco che lo obbliga a interagire con gli altri) ma personalmente non mi sento di valorizzarli più di altri.
- C’è un grande lavoro da fare dal punto di vista dell’orientamento sportivo (“sei fatto così, allora ti consiglio questi sport”). È un lavoro a lunga scadenza perché prevede la mappatura delle caratteristiche di ogni sport e tanto altro. Ed è proprio questo il lavoro che stiamo portando avanti con Sport Grand Tour.
Quanto può aiutare l’approccio multisport?
Per un bambino, fare esperienza di sport diversi consente di tastare con mano che se in uno sport risulta meno “portato” (e quindi conferma la sua insicurezza), magari in un altro riesce meglio degli altri (e quindi aumenta la sicurezza). In questo modo si ha la possibilità di comprendere che ognuno di noi è bravo in qualcosa, possiede una sorta di predisposizione o talento. Tutto sta nel riconoscerlo, valorizzarlo e seguirlo con passione!
La gestione dell’insicurezza permette al bambino di sviluppare sicurezza in se stesso ma non solo: è un’opportunità di apertura verso le novità, verso gli altri, verso la sperimentazione. Insomma, superare l’insicurezza è un gran passo avanti nel godimento della vita a 360°!