Come scegliere lo sport per i bambini
Quando un bambino sceglie lo sport da praticare, nella sua decisione hanno un ruolo determinante le considerazioni dei genitori, dell’amico del cuore, dei compagni di classe. Niente di più sbagliato! Quel ragazzino dovrebbe essere messo nella condizione di praticare la disciplina che più gli interessa.
I genitori possono orientare la scelta del figlio, certo, ma solo perché ne conoscono le attitudini, le predisposizioni e le insicurezze: questi sono i parametri fondamentali da tener presenti.
Orientare, non imporre.
Spesso si fa l’errore di indurlo o addirittura costringerlo a praticare lo sport svolto in gioventù da un familiare, magari per ottenere finalmente un riscatto personale rispetto a un successo tanto desiderato e mai conquistato.
Compito dei genitori è dunque quello di orientare il bambino senza imposizioni di nessun tipo. Una buona base di partenza è quella di chiedersi: “Che sport gli faccio fare? quale può essere il più giusto per lui? E soprattutto, scelgo uno sport individuale o di squadra?”
Sport individuale o sport di squadra?
Per decidere è necessario conoscere pro e contro, caratteristiche e differenze tra sport di squadra e sport individuali.
Negli sport individuali, l’atleta agisce da solo (atletica leggera, tennis); negli sport di squadra, invece, l’atleta è membro di un gruppo che ha l’obiettivo comune di vincere una gara, realizzazndo più punti, contro la squadra avversaria.
Queste differenze hanno delle conseguenze sull’impatto psicologico dello sport sul bambino, quindi è bene prestare attenzione alla scelta, per far sì che lo sport sia un aiuto per migliorare insicurezza, socializzazione e crescita individuale.
Sicuramente il primo passo verso la scelta giusta è chiedere direttamente all’interessato quale sport vorrebbe fare!!!
In fin dei conti non è tanto importante scegliere lo sport che fisicamente gli fa bene (tanto, se lo scegli e non gli piace, torni al punto di partenza!) o decidere tra uno sport individuale o uno di squadra. La cosa importante è capire se tuo figlio è felice e si diverte nel farlo, qualunque esso sia!
Quindi, come comportarsi all’inizio dell’anno scolastico per fare la scelta migliore?
- La scelta è sua: Chiedi a tuo figlio che sport gli piacerebbe fare e il perché (es. “voglio fare basket!”); unisci queste informazioni al suo modo di essere e di giocare e confrontati con lui nel caso avessi un’altra idea in merito (es. “bella idea il basket! Stavo pensando che potresti fare anche tennis perché… Che ne pensi?”).
- Two is megl che one! Se tuo figlio non sa scegliere tra due sport, faglieli provare entrambi. Può essere arricchente per lui provare uno sport individuale e uno di squadra, capirne le eventuali differenze e magari in futuro scegliere quello che più gli si addice;
- Buon osservatore: Se puoi, rimani a osservare l’allenamento; osserva l’allenatore (figura importantissima per lo sviluppo socio-sportivo del bambino), i compagni con cui si allena e l’atteggiamento che tuo figlio assume in quel contesto;
- Confronto: Dopo aver osservato l’allenamento (o gli allenamenti dei diversi sport), chiedi a tuo figlio se si è divertito e perché. Poi confronta le risposte e parlane con lui!
- Errare humanum est: Se passa del tempo e ti accorgi che tuo figlio non si diverte, non disperare! C’è sempre la possibilità di cambiare e trovare lo sport che lo appassiona!
Difficilmente si potrà dire che uno sport è migliore di un altro; però, per conseguenza logica delle caratteristiche insite nelle due tipologie sportive, di sicuro si può affermare che la pratica contemporanea di una sport individuale e di uno sport di squadra può formare l’individuo sotto tanti aspetti, sia cognitivi sia fisico-motori, e in modo più completo rispetto a chi decide di praticare un solo sport. L’approccio multisport permette al bambino di cimentarsi in situazioni e realtà diverse e sviluppare una gamma più ampia di abilità. Sport Grand Tour dà proprio questa opportunità! Permette ai bambini dai 5 ai 14 di praticare tanti sport fino a quando non trovano la loro passione sportiva!
Si ringrazia l’Esperta in psicologia dello sport Ambra Nagliati per aver contribuito alla stesura dell’articolo.